Disturbi d’ansia, somatizzazioni e panico a scuola

da | Lug 9, 2025 | Fiori di Bach, Floriterapia | 0 commenti

La storia di Adelaide

“Adelaide è una ragazzina di 14 anni, molto curata e dei modi graziosi.

Si presenta insieme alla madre a causa di un problema che ha iniziato ad affliggerla dall’inizio dell’anno scolastico: il terrore di essere interrogata, ma non in relazione alla preparazione o meno, bensì legato alle sue reazioni fisiche.

Adelaide è andata sempre bene a scuola e non ha mai avuto alcun problema con i compiti in classe e le interrogazioni.

Del resto anche nella vita privata pratica uno sport agonistico ed è abituata a sottoporsi a prove giudizi.

Ma da quando è cambiata l’insegnante di matematica, Adelaide ha avuto un’esperienza davvero imbarazzante, che ha dato il via a tutte le sue preoccupazioni poi al panico vero e proprio

E’ accaduto che, mentre rispondeva alle domande incalzanti della Professoressa, il suo intestino ha cominciato a fare le bizze, e Adelaide ha avuto la sensazione di perdere il controllo e farsela addosso.

E’ riuscita a portare a termine l’interrogazione con successo, ma è rimasta sconvolta dell’accaduto.

Da allora la paura che potesse succedere di nuovo, magari perdendo davvero il controllo, l’ha indotta dapprima a cercare di rimandare il più possibile le interrogazioni, adducendo giustificazioni sempre meno credibili, poi persino a marinare la scuola nelle giornate a rischio.

Poi, finalmente, non sostenendo più la situazione, si è aperta con la madre.

Il medico di famiglia l’ha sottoposta a esami gastroenterologici che, come si può ben immaginare, non hanno rilevato alcuna patologia.

Ma tutto questo non ha rassicurato affatto Adelaide.

Per prima cosa le ho consigliato di cessare immediatamente di parlare del problema per non alimentarlo ed evitare di fuggire di fronte alle situazioni scolastiche, se non quelle davvero di sicuro pericolo. Le ho prescritto di tenere un diario di bordo ossia annotare data e ora di ogni episodio, luogo e persone presenti, la situazione nella quale il sintomo è apparso, i pensieri che le giravano in mente, ciò che effettivamente sentiva di sintomatico-spaventoso e ciò che le veniva da fare in quel momento.

Al secondo incontro dopo 10 giorni chiedo ad Adelaide se dopo aver annotato ciò che le stava accadendo di minaccioso, il disturbo aumentava o diminuiva.

E lei, sorridendo, mi ha risposto:” E’ curioso… Quando avevo finito di scrivere, il disturbo il più delle volte era svanito o ridotto di parecchio.

Spiego a lei e alla madre che il compito era un piccolo “stratagemma terapeutico”

Spostando la sua attenzione dal tentativo di controllare gli accadimenti dentro la sua pancia, che l’avrebbero portata ad innescare un meccanismo di panico che li aggravava, alla redazione di un monitoraggio preciso seguendo le voci indicate nello schema, il sintomo ha prodotto una rottura nella sequenza patogena.

Proprio il tentativo di controllo volontario alimenta il meccanismo della paura, fino alla perdita di controllo.

Adelaide, felicemente sorpresa dalla scoperta, dichiara:” Ma allora basta che tutte le volte scriva le voci in questo diario per eliminare la reazione spaventosa?”

Le rispondo che dovrebbe continuare a mettere in pratica questo compitino tutte le volte che si fosse presentato il problema, ma aggiungendo un’altra tecnica particolare: ogni mattina nel percorso da casa a scuola dovrà pensare volontariamente a ciò che la spaventa di più, cercando proprio di immaginare le scene peggiori, in modo tale da essere lei a dare la caccia le sue paure e non viceversa.

Dopo un po’ non ne avrebbe avuto più bisogno, perché sarebbe cambiata non solo la sua reazione, ma anche la sua percezione: da fobica sarebbe tornata ad essere quella di chi non si fa prendere dal panico, ma di fronte alle reazioni scatenate dalle situazioni paurose non le combatte, lasciando che passino da sole.

Adelaide è tornata essere una brava studentessa senza il timore di affrontare le interrogazioni dell’arcigna professoressa di matematica, arricchita da questa esperienza di una nuova competenza: saper gestire le proprie reazioni incontrollate.

Ho voluto riportare questa storia che ho tratto da “Aiutare i genitori ad aiutare i figli” di Giorgio Nardone e l’equipe del Centro di Terapia Strategica, perchè può essere utile ai genitori e ai ragazzi/alle ragazze per capire come gestire situazioni di ansia e panico a scuola.

La Floriterapia, oltre alle strategie sopracitate, utilizza le essenza floreali personalizzate, utilizzando il repertorio più adatto al ragazzo/alla ragazza che si ha davanti.

Oltre alla miscela personalizzata, nel caso di ansia scolastica e panico, il rimedio di pronto soccorso da portare sempre con sé e utilizzare al bisogno è il RESCUE REMEDY dei fiori di Bach (tre gocce sotto la lingua anche ogni 5 minuti) o EMERGENCY dei Fiori Australiani (7 gocce sotto la lingua per più volte al giorno, a secondo della necessità), utile a calmare l’escalation dell’ansia e a riportare la calma.

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Roberta Sichi alla scrivania

Ciao! Sono Roberta, mamma, Floriterapeuta e Life Coach

Ho aperto questo sito perché desidero aiutare le mamme e i figli a vivere serenamente il loro rapporto e la loro vita, dal momento della gravidanza fino all’adolescenza, utilizzando tutti gli “strumenti” che ho appreso e sperimentato fino ad oggi sia come mamma che come Floriterapeuta e Life Coach.

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